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La risposta del Sindaco sul reintegro del Consiglio di Amministrazione dell'Ente Trevisio

Vita Casalese del 30 luglio pubblica la spiegazione ufficiale del Sindaco delle scelte operate per garantire l’operatività immediata del CdA dell’Ente Trevisio.
Si tratta di una risposta sollecitata dal giornale a seguito della lettera al Sindaco recapitatagli giovedì scorso 23 luglio a firma del portavoce dei Democratici per Casale Giorgio Ferraris.
Tale lettera è stata brevemente citata in un servizio apparso sul Monferrato di venerdì scorso ed è riportata interamente da Vita Casalese.

Ecco:
La posizione ufficiale dell’Amministrazione comunale sull’Ente Trevisio

Ben consapevoli che il CdA dell'Ente Trevisio è in scadenza tra pochi mesi e che la possibilità di vendere parte del suo patrimonio riveste carattere d'urgenza per reinvestire buona parte del ricavato negli improrogabili lavori di manutenzione per la messa in sicurezza dei locali adibiti ad aule scolastiche, pena la seria minaccia di lasciare per strada 400 allievi al momento della riapertura delle scuole, su esplicita richiesta dell'attuale CdA, nominato dalla precedente Amministrazione, si è proceduto al reintegro del consigliere dimissionario. L'azzeramento del vecchio Consiglio e la successiva nomina di uno nuovo avrebbe sicuramente comportato un momento di arresto nella ricerca di eventuali acquirenti.
Si è scelto pertanto di privilegiare tale ricerca fermo restando che la variante urbanistica sarebbe stata comunque propedeutica ad un'eventuale gara per l'alienazione degli immobili.
Quando poi si dovesse avere la certezza della disponibilità di fondi, sia essi derivanti da alienazione o da altra fonte attualmente allo studio, sarà possibile predisporre un progetto che certamente sarà esaminato e approvato dal Cda in essere.
Ci teniamo a ribadire che questo percorso è stato sollecitato dal CdA uscente, nominato dalla precedente Amministrazione inducendo quella attualmente in carica ad attendere la scadenza del mandato prima di procedere al suo rinnovo.

1 commento:

30 luglio 2009 alle ore 12:36 francesco ha detto...

Perché la risposta del Sindaco non convince.

Riprendo punto per punto i passaggi critici:

1- Il “carattere d’urgenza… pena la seria minaccia di lasciare per strada 400 allievi al momento della riapertura delle scuole”.
Per fortuna il Sindaco non dice di quale anno; infatti il prossimo anno scolastico inizierà tra circa 45 giorni. Non credo che l’attuale CdA abbia la bacchetta magica, anche perché non ha ancora mosso un dito per “predisporre un progetto” di intervento sulla scuola.

2- Il “momento di arresto nella ricerca di eventuali acquirenti”.
Di quale ricerca sta parlando il Sindaco? Il “vecchio CdA” ha il mandato di vendere a trattativa privata (cercando potenziali acquirenti) o tramite asta pubblica (dove sono i potenziali acquirenti a farsi avanti con la loro offerta)?

3- La vendita tramite asta pubblica è ‘eventuale’ o certa?
La frase: “Si è scelto pertanto di privilegiare tale ricerca fermo restando che la variante urbanistica sarebbe stata comunque propedeutica ad un'eventuale gara per l'alienazione degli immobili” suona come minimo sibillina ed introduce il quarto elemento che non mi convince.

4- La trasparenza ed imparzialità dell’Amministrazione.
La variante urbanistica, scrive il Sindaco: “sarebbe stata comunque propedeutica” alla vendita.
“Propedeutico” secondo il Vocabolario Sabatini-Colletti, ha questo significato: “che avvia allo studio di una disciplina”. Cosa significa “variante urbanistica propedeutica”? che sarà fatta prima della vendita o sarà avviata prima e conclusa dopo? Il prezzo a base d’asta sarà quello degli immobili vincolati o svincolati?

5- L’assenza di un progetto di intervento sulla Scuola.
Come fa il Sindaco a giustificare tutta questa urgenza col “rischio di lascare per strada 400 allievi al momento della riapertura delle scuole” (tra 45 giorni) e su quali basi rinnova la sua fiducia all’attuale CdA che in tutti questi anni non ha elaborato uno straccio di progetto di intervento sulla scuola?
Nelle sue spiegazioni il Sindaco scrive: “Quando poi si dovesse avere la disponibilità dei fondi… sarà possibile predisporre un progetto”. Quando mai un’azienda rinvia l’elaborazione del progetto di un intervento urgente al momento in cui avrà in cassa i soldi per realizzarlo, avendo nella sua disponibilità dei beni immobili il cui valore è adeguato, sia in caso di vendita, sia in caso di ipoteca a fronte di un mutuo fondiario?
Di questo passo, per bene che vada, la prima cazzuola entrerà in azione tra parecchi mesi.
Ma allora che bisogno c’era di prorogare l’attuale CdA?

6- Infine, le conclusioni del Sindaco sono per lo meno sconcertanti. Scrive infatti:
“Ci teniamo a ribadire che questo percorso è stato sollecitato dal CdA uscente, nominato dalla precedente Amministrazione, inducendo quella attualmente in carica ad attendere la scadenza del mandato prima di procedere al suo rinnovo”.
Cosa vuol dire: “inducendo (l’Amministrazione) attualmente in carica ad attendere la scadenza del mandato prima di procedere al suo rinnovo”?
Cos’è, una minaccia o un ricatto?
Quest’espressione aggiunge una grave ombra di sospetto sull’intera operazione, già di per sé piena di interrogativi, ed esige una spiegazione pubblica chiara ed inequivocabile.

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