“Non so se per effetto di questo sole d’agosto, o per l’amarezza nel cuore sentendo molti amici, soprattutto in Iraq, colpiti da una violenza che sembra non finire mai, ho pensato di scrivere questa lettera aperta, esprimendo la mia personale indignazione per le varie scelte, affermazioni e soprattutto per le leggi e i decreti varati in questi mesi dal nostro Governo”..
Don Renato Sacco ha scritto una lettera aperta all’On. Cota, presidente dei deputati leghisti, per esprimere tutta la propria indignazione per le dichiarazioni pubbliche leghiste, le richieste, le azioni legislative in atto che violano i diritti essenziali delle persone. Un clima generale che indigna, che preoccupa e che di cristiano non ha assolutamente nulla.
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“Onorevole Cota, si rende conto di quello che state combinando? Apparentemente sono cose che fanno sorridere come la richiesta che presidi e professori siano autoctoni, (fatta eccezione per il ministro Gelmini di Brescia, che ha preso l’abilitazione a Reggio Calabria...), le gabbie salariali, i giudici eletti dal popolo, il cambio dell’inno nazionale, la reintroduzione del dialetto a scuola. Onorevole, per favore! Ma le sembrano queste le priorità, le urgenze della gente... del popolo che lei dovrebbe rappresentare?”...
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La lettera, alla quale a tutt’oggi l’on.le Cota non ha risposto, è pubblicata integralmente nel sito di Mosaico di pace, nella rubrica “L’opinione di”:

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